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Fondatrice delle Ministre degli Infermi di S.Camillo


Madre Maria Domenica Brun Barbantini
Fondatrice delle Ministre degli Infermi di S.Camillo, considerando la vita laboriosa delle sue figlie nel vegliare le inferme e le moribonde, ed il continuo respirare aria malsana nei tuguri di miseria e di languore, sente il bisogno di far riposare una volta l'anno in un luogo con un'aria pura nella libertà della campagna, quindi decise nel 1838 di acquistare una villa a Mammoli che provvedesse per la comunità ad olio, vino e grano.


Al prezzo di 5100 scudi acquistò dal Sig. Francesco Laurenzi in località Mammoli, presso Mastiano - a 7 km da Lucca - una villa padronale e case di coloni.


Gli uliveti, le vigne, le case dei mezzadri, le cascine erano in cattivo stato, maltenute e cadenti come pure la villa quindi stipulato il contratto il 21 settembre del 1838, ai primi d'ottobre la nuova proprietaria presenziò alla vendemmia e alla frangitura delle olive.

Vi rimase con una sorella fino a metà dicembre, coordinando i lavori di restauro della villa.
 

Primo pensiero, il riassetto della chiesina interna occupata da tini e senza altare (demolito anni addietro) con l'ampliamento laterale della sacrestia in modo da eliminare il forte incomodo di andare alla Chiesa di S.Ginese a Mammoli distante un miglio di difficile salita.


Chi avrebbe detto, allora che in quell'oratorio (oggi oratorio di Villa Volpi - M.D.Brun Barbantini) sarebbe stata interrata la salma per oltre 30 anni...


Già nella primavera del 1839 la comunità di via dell'Arcivescovato potè usufruire della "villeggiatura a turno" cosa assai utile alla loro salute, secondo le Regole e Costituzioni della Congregazione.

 
 


Nel Cap.XI della prima parte delle Regole e Costituzioni della Congregazione vi sono 2 punti da menzionare:
 

- Non potranno però nelle loro passeggiate oltrepassare i limiti saranno generalmente i confini della possessione che gode la Congregazione, e non sortiranno da questi confini sole senza la espressa licenza della superiora e per cause ragionevoli.
 

- Avendo più libertà e maggior comodo che in città ne approfitteranno per stare un poco più in orazione nel proprio oratorio, (oggi oratorio di Villa Volpi - M.D.Brun Barbantini) e quando non potessero avere un sacerdote, si porteranno alla chiesa della parrocchia e alla chiesa più comoda (Chiesa di S.Ginese di Mammoli), per ascoltare la santa messa e per fare le loro devozioni.

 
In seguito vennero le spese occorenti per il restauro delle case coloniche, in cui in una di queste giacevano nascoste sotto terra le rovine del Castello di Mammoli, poi per il restauro delle cascine e per la fabbricazione del frantoio perchè la madre riteneva l'olio un prodotto fondamentale per una sana alimentazione sia per la comunità, che per i poveri, inoltre riteneva che avesse proprietà curative per il sollievo degli ammalati e degli infermi essendo utilizzato per la cura delle ferite. 


Mammoli
fu provvidenziale sotto ogni punto di vista; anche per la bellezza del paesaggio; ristoro al corpo e allo spirito. I piedi sulla terra e gli occhi nell'azzurro, che illumina d'immenso la visione dei poeti e dei poveri.
 

Nel 1866 la Madre accennava al fascino di Mammoli sul come questa campagna ci richiama a considerare la grandezza e l'onnipotenza di Dio e su quante delizie e quale magnificienza si para agli occhi che vogliono apprezzare la bontà di un Dio Creatore del tutto, verso noi, vili creature.


Nel 1868 la sua prima sepoltura fu presso la casa di Mammoli con la celebrazione funebre nella Chiesa di S.Ginese posto caro a Maria Domenica dove tutti gli abitanti la onoravano e successivamente definivano l'olio prodotto da quei terreni "l'Olio della Beata".
 
 

 
 

 

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